{"id":3290,"date":"2026-08-25T13:44:14","date_gmt":"2026-08-25T11:44:14","guid":{"rendered":"https:\/\/kbnl.ch\/?page_id=3290"},"modified":"2026-08-25T13:44:14","modified_gmt":"2026-08-25T11:44:14","slug":"la-baccante-lopinga-achine-nel-moesano-quattro-anni-di-ricerca-ne-ridisegnano-la-presenza","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/kbnl.ch\/fr\/la-baccante-lopinga-achine-nel-moesano-quattro-anni-di-ricerca-ne-ridisegnano-la-presenza\/","title":{"rendered":"La Baccante (Lopinga achine) nel Moesano: quattro anni di ricerca ne ridisegnano la presenza"},"content":{"rendered":"<p>MARTA WASTAVINO, ISABELAA FORINI GIACALONE<\/p>\n<p><strong>La Baccante (<em>Lopinga achine<\/em>) \u00e8 una farfalla rara e fortemente minacciata. Nei Grigioni \u00e8 segnalata finora nel Moesano (Valli Calanca e Mesolcina). Tra il 2000 e il 2020 \u00e8 stata osservata sporadicamente, soprattutto nel territorio di Santa Maria in Calanca; anche le rare segnalazioni storiche si concentrano in Calanca e in alcune localit\u00e0 tra Roveredo e Grono.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un primo progetto specifico, avviato nel 2020 a Santa Maria, ha dato il via a un programma di ricerca promosso dal Parco Val Calanca e progressivamente esteso a tutto il Moesano, le cui misure rientrano nell\u2019attuazione della Strategia biodiversit\u00e0 dei Grigioni 2023\u20132032 (terraviva.gr.ch). Ci\u00f2 ha permesso di definire meglio la distribuzione della specie e di individuare nuovi nuclei di presenza. Il programma si propone gli obiettivi principali: definire la sua popolazione nel Moesano, descrivere gli habitat occupati, valutare i possibili collegamenti ecologici tra i diversi nuclei e definire le misure di tutela a suo favore. I dati raccolti permettono inoltre di comprendere come i cambiamenti del paesaggio influenzino una specie considerata un bioindicatore degli ambienti forestali aperti e strutturati. <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_3272\" aria-describedby=\"caption-attachment-3272\" style=\"width: 2560px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20240624_104144_LopingaAchine_Isabella_Forini_Giacalone_klein.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3272 size-full\" src=\"https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20240624_104144_LopingaAchine_Isabella_Forini_Giacalone_klein.jpg\" alt=\"Un individuo di Baccante (Lopinga achine). 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Foto: Isabella Forini-Giacalone.<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 concentrare gli sforzi di monitoraggio sulla Baccante<\/strong><\/p>\n<p>In Svizzera la Baccante \u00e8 classificata come specie \u00abin pericolo\u00bb (EN) (Wermeille et al., 2012) ed \u00e8 oggetto di specifici piani d\u2019azione in diversi Cantoni; a livello europeo \u00e8 invece considerata \u00abvulnerabile\u00bb (VU) secondo la Lista Rossa della IUCN (www.iucn.org). In Svizzera, a Sud delle Alpi (www.infofauna.ch) \u00e8 presente nel Mendrisiotto, nel Luganese, nelle valli del Locarnese, nel Bellinzonese, nella bassa Valle di Blenio e Leventina, e nelle Valli grigionesi Calanca e Mesolcina. Le popolazioni sono ben distribuite ma frammentate; a Nord delle Alpi sono note nel Giura, in Svizzera centrale e nell\u2019area del Lago Lemano. Le popolazioni svizzere sono considerate un serbatoio di importanza continentale per la specie (SBC, 2005).<\/p>\n<p>Lo studio condotto nel Moesano \u00e8 importante per approfondire le conoscenze ecologiche sulla Baccante a Sud delle Alpi. Le poche segnalazioni storiche, raccolte tra il 1925 e il 1979, non consentono di ricostruirne con precisione la distribuzione passata. \u00c8 tuttavia accertata in Svizzera una regressione continua dagli anni \u201940, dovuta all\u2019intensificazione agricola, all\u2019estensione dei vigneti e all\u2019abbandono del ceduo nei querceti e nelle faggete termofile (SBC, 2005). Inoltre, la specie non \u00e8 facile da rilevare a causa del breve periodo di volo; gli adulti sono osservabili per circa un mese, da met\u00e0 giugno a met\u00e0 luglio, e la probabilit\u00e0 di individuarli \u00e8 quindi inferiore rispetto ad altre farfalle diurne presenti pi\u00f9 a lungo o con pi\u00f9 generazioni.<\/p>\n<p>A Sud delle Alpi i nuclei conosciuti sembrano essere isolati e di dimensioni ridotte, con conteggi massimi di 20\u201330 individui (SBC, 2005; Oikos 2000, 2016). Poich\u00e9 gli habitat occupati sono spesso interessati da attivit\u00e0 agricole e forestali, gestioni non compatibili con le esigenze ecologiche della specie possono comprometterne rapidamente la qualit\u00e0 e causare scomparse locali.<\/p>\n<p>Per definire misure di conservazione efficaci \u00e8 stato quindi necessario aggiornare le conoscenze sulle popolazioni e sui fattori che determinano la qualit\u00e0 degli habitat<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Da Santa Maria in Calanca a un progetto per tutto il Moesano<\/strong><\/p>\n<p>Dopo un lungo periodo di osservazioni sporadiche, la specie \u00e8 stata nuovamente segnalata nel 2004 a Santa Maria in Calanca, nell\u2019ambito del Monitoraggio della biodiversit\u00e0 in Svizzera (Biodiversit\u00e4tsmonitoring Schweiz).<\/p>\n<p>In seguito al ritrovamento, nel 2020 \u00e8 stato avviato un primo progetto specifico (Farina and Forini-Giacalone, 2020) per verificarne la presenza in settori potenzialmente idonei di Santa Maria e individuare misure di tutela. Il progetto, commissionato dall\u2019Ufficio per la natura e l\u2019ambiente dei Grigioni (UNA), ha coinvolto anche l\u2019Ufficio foreste e pericoli naturali (UFPN).<\/p>\n<p>Lo studio ha confermato la presenza della specie in particolare nella zona di Ravagn, un bosco luminoso di giovani noccioli e antichi castagni. Queste osservazioni hanno sottolineato la necessit\u00e0 di estendere il monitoraggio ad altre zone delle Valli Calanca e Mesolcina, dove sono presenti numerose superfici con condizioni ecologiche simili.<\/p>\n<p>Nel 2022 \u00e8 quindi iniziato il progetto tuttora in corso (Farina et al., 2025; Forini-Giacalone e Wastavino, 2025), commissionato dal Parco Val Calanca e finanziato dall\u2019UNA. Ogni anno sono state individuate e monitorate nuove aree potenzialmente idonee, registrando possibili piante ospiti, composizione del bosco ed elementi naturali o agricoli utili alla specie.<\/p>\n<p>Dal 2023, in concomitanza con interventi di recupero agroforestale a Dasga (Santa Maria), dove \u00e8 presente una popolazione stabile, si svolgono rilievi botanici per seguire l\u2019evoluzione della vegetazione dopo i diradamenti. La maggiore luce al suolo favorisce lo strato erbaceo e, in particolare, le possibili piante ospiti dei generi <em>Carex, Brachypodium<\/em> e<em> Molinia.<\/em><\/p>\n<p>I dati raccolti dal 2022 sono serviti anche ad analizzare i potenziali corridoi ecologici, integrando cartografie, fotografie aeree storiche e struttura del paesaggio, per valutare la connettivit\u00e0 tra i nuclei del Moesano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_3270\" aria-describedby=\"caption-attachment-3270\" style=\"width: 2000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20260622_143210_Radura_IsaForini_klein.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3270 size-full\" src=\"https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20260622_143210_Radura_IsaForini_klein.jpg\" alt=\"Piccole radure nel bosco offrono un habitat ideale per il bruco della Baccante: la bandierina segnala il luogo in cui \u00e8 stato ritrovato il bruco. Foto: Isabella Forini-Giacalone. \" width=\"2000\" height=\"1500\" srcset=\"https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20260622_143210_Radura_IsaForini_klein.jpg 2000w, https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20260622_143210_Radura_IsaForini_klein-300x225.jpg 300w, https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20260622_143210_Radura_IsaForini_klein-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20260622_143210_Radura_IsaForini_klein-768x576.jpg 768w, https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20260622_143210_Radura_IsaForini_klein-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20260622_143210_Radura_IsaForini_klein-24x18.jpg 24w, https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20260622_143210_Radura_IsaForini_klein-36x27.jpg 36w, https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20260622_143210_Radura_IsaForini_klein-48x36.jpg 48w\" sizes=\"auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3270\" class=\"wp-caption-text\">Piccole radure nel bosco offrono un habitat ideale per il bruco della Baccante: la bandierina segnala il luogo in cui \u00e8 stato ritrovato il bruco. Foto: Isabella Forini-Giacalone.<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il metodo di monitoraggio<\/strong><\/p>\n<p>I rilievi si sono concentrati nel periodo di volo della Baccante, compreso tra giugno e luglio. La pianificazione annuale ha considerato le condizioni meteorologiche, che influenzano lo sfarfallamento, e le prime segnalazioni stagionali da altre localit\u00e0 sudalpine tra 600 e 1.300 m s.l.m.<\/p>\n<p>I siti monitorati sono stati selezionati sulla base di dati pregressi, analisi del paesaggio e conoscenza del territorio. Poich\u00e9 una singola visita negativa non consentiva di escludere la presenza della specie, diversi siti sono stati controllati per pi\u00f9 anni consecutivi, rilevandola talvolta solo nelle stagioni successive.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Esito del monitoraggio<\/strong><\/p>\n<p>Dal 2022 a oggi sono state visitate complessivamente 46 stazioni. La Baccante \u00e8 stata osservata in 19 di queste. I rilievi hanno evidenziato la presenza di piccole popolazioni, generalmente con un numero di individui compresi tra uno e sette; soltanto in una stazione di Santa Maria, in una zona di transizione tra bosco misto e prato in fase d\u2019imboschimento, ne sono stati osservati 20 in un paio d\u2019ore.<\/p>\n<p>Oltre a essere confermata in quasi tutte le localit\u00e0 storiche, la specie \u00e8 stata rilevata in numerose nuove stazioni. \u00c8 stato cos\u00ec possibile individuare sette nuclei principali: cinque in Val Calanca, uno nella Mesolcina Bassa e uno, apparentemente pi\u00f9 isolato, a Soazza, in Mesolcina Alta. La Baccante si sposta generalmente entro un raggio di circa 100 e 150 metri in linea d\u2019aria. Alcuni individui, in particolare le femmine alla fine del ciclo vitale, possono tuttavia percorrere occasionalmente distanze maggiori, fino a 1\u2019250 metri (Bergman e Landin, 2002; Horv\u00e1th et al., 2026).<\/p>\n<p>Questi spostamenti sono favoriti da elementi del paesaggio che fungono da corridoi di dispersione, come il fiume Calancasca e i suoi margini, piccoli ruscelli e vallette, sentieri forestali, siepi di nocciolo lungo muri a secco a margine di sentieri (tipiche del paesaggio rurale della regione), margini boschivi, radure, linee tagliafuoco e piccoli frammenti di habitat utilizzati come collegamenti (<em>stepping stones<\/em>). \u00c8 quindi ipotizzabile che alcuni nuclei della Val Calanca e della Mesolcina Bassa siano collegati e formino una metapopolazione, con scambi di individui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Habitat idoneo nel Moesano<\/strong><\/p>\n<p>I rilievi indicano che, nel Moesano, l\u2019habitat favorevole alla Baccante corrisponde a un mosaico di ambienti aperti e interconnessi all\u2019interno del bosco. La specie frequenta soprattutto boschi luminosi, radure soleggiate, margini forestali ben strutturati, selve castanili abbandonate o gestite estensivamente e betuleti pascolati. Rocce affioranti, siepi, arbusti e alberi isolati contribuiscono alla diversit\u00e0 strutturale dell\u2019ambiente. Anche un sottobosco non eccessivamente ripulito, con foglie secche, rametti al suolo e cortecce strutturate, offre rifugio alle fasi larvali.<\/p>\n<p>Inoltre, la disponibilit\u00e0 di acqua sembra svolgere un ruolo importante. Sorgenti, risorgive e piccoli corsi d\u2019acqua, anche temporanei, contribuiscono a creare condizioni microclimatiche favorevoli. Nel 78% delle stazioni positive analizzate finora, era presente una fonte d\u2019acqua. La Baccante sembra quindi prediligere ambienti relativamente caldi ma ombreggiati dalle chiome, poveri di nutrienti e caratterizzati da una certa umidit\u00e0 locale.<\/p>\n<p>L\u2019attuale avanzamento del bosco riduce l\u2019apporto di luce al suolo, impoverendo la vegetazione erbacea e quindi anche le piante ospiti del bruco. Al contrario, prati troppo aperti, uniformi o gestiti intensivamente eliminano posatoi, rifugi e collegamenti ecologici, senza offrire l\u2019ombreggiatura necessaria alla deposizione delle uova. Il valore dell\u2019habitat risiede quindi nella sua eterogeneit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ricerca notturna dei bruchi e identificazione delle piante ospiti<\/strong><\/p>\n<p>In Svizzera, le piante ospiti del bruco variano a seconda della regione biogeografica. Per il Moesano, come per il resto del versante sudalpino, non esistono attualmente studi mirati all\u2019identificazione delle piante ospiti. Durante il monitoraggio sono state registrate le graminoidi presenti nelle diverse stazioni, sulla base dell\u2019elenco delle possibili piante ospiti note in Svizzera: <em>Brachypodium sylvaticum<\/em> (probabilmente anche <em>B. pinnatum<\/em>), <em>Carex alba, Carex montana<\/em>; per il Ticino e probabilmente anche per il Moesano si aggiunge <em>Molinia arundinacea <\/em>(SBC, 2005).<\/p>\n<p>Nel maggio del 2026 \u00e8 stata effettuata una ricerca dei bruchi, attivi di notte, quando risalgono lungo le piante ospiti per alimentarsi, prima di impuparsi e sfarfallare a partire da giugno. Sono stati visitati tre siti con presenza accertata degli adulti e individuati tre bruchi. Le osservazioni indicano <em>Brachypodium sylvaticum<\/em> e <em>Carex fritschii<\/em> come principali piante ospiti candidate nel Moesano. Anche <em>Poa nemoralis<\/em> e <em>Molinia arundinacea<\/em> potrebbero essere utilizzate, ma questa ipotesi richiede ulteriori verifiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_3269\" aria-describedby=\"caption-attachment-3269\" style=\"width: 1536px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_BrucoL_achine_20260513_IMG_9790_MW_SCarlo.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3269 size-full\" src=\"https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_BrucoL_achine_20260513_IMG_9790_MW_SCarlo.jpeg\" alt=\"Dopo un\u2019ora di ricerca notturna, finalmente \u00e8 stato trovato il primo bruco. Foto: Marta Wastavino.\" width=\"1536\" height=\"2048\" srcset=\"https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_BrucoL_achine_20260513_IMG_9790_MW_SCarlo.jpeg 1536w, https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_BrucoL_achine_20260513_IMG_9790_MW_SCarlo-225x300.jpeg 225w, https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_BrucoL_achine_20260513_IMG_9790_MW_SCarlo-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_BrucoL_achine_20260513_IMG_9790_MW_SCarlo-1152x1536.jpeg 1152w, https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_BrucoL_achine_20260513_IMG_9790_MW_SCarlo-18x24.jpeg 18w, https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_BrucoL_achine_20260513_IMG_9790_MW_SCarlo-27x36.jpeg 27w, https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_BrucoL_achine_20260513_IMG_9790_MW_SCarlo-36x48.jpeg 36w\" sizes=\"auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3269\" class=\"wp-caption-text\">Dopo un\u2019ora di ricerca notturna, finalmente \u00e8 stato trovato il primo bruco. Foto: Marta Wastavino.<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Come favorire la Baccante<\/strong><\/p>\n<p>La priorit\u00e0 \u00e8 tutelare i siti in cui la presenza della specie \u00e8 accertata e migliorarne la connessione attraverso habitat idonei e corridoi di dispersione. Nei siti attualmente occupati \u00e8 necessario intervenire con opere di riapertura ad esempio ogni 5-10 anni, per evitare un deterioramento dell\u2019habitat, dovuto alla progressiva chiusura del bosco.<\/p>\n<p>Gli interventi devono essere graduali e distribuiti nel tempo. Durante i lavori va mantenuta invariata una parte dell\u2019area, affinch\u00e9 la popolazione possa continuare a vivere e riprodursi. Le riaperture devono conservare un mosaico di superfici aperte e ombreggiate, evitando la chiusura completa del bosco e trasformazioni troppo estese e repentine.<\/p>\n<p>Nei siti prioritari va favorita la presenza delle piante ospiti utilizzate dal bruco e un grado di ombreggiatura che varia tra il 60 e il 90% (Konvicka et al., 2008). Devono inoltre essere conservati gli elementi utili alle diverse fasi vitali della specie, come arbusti radi in habitat aperto e rami bassi e materiale vegetale al suolo nel sottobosco. Anche piccoli ruscelli e zone temporaneamente umide sono da tutelare, mentre sono invece da evitare le pulizie estese del sottobosco e gli sfruttamenti agroforestali intensivi cos\u00ec come le captazioni sistematiche di sorgenti e risorgive.<\/p>\n<p>Laddove i siti sono gestiti a scopi agricoli, va evitata la concimazione e favorito lo sfalcio e il pascolo estensivo con bestiame minuto. Occorre prestare particolare attenzione al ringiovanimento del bosco, evitando il danneggiamento di giovani germogli e i ricacci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il futuro del progetto Baccante<\/strong><\/p>\n<p>Il progetto prosegue con la raccolta di ulteriori dati sulle piante ospiti e sui possibili corridoi ecologici tra i siti ritenuti prioritari per la tutela della Baccante, insieme all\u2019elaborazione di un piano specifico per la conservazione per il Cantone dei Grigioni, con l\u2019obiettivo di contribuire alla salvaguardia di un serbatoio importante di questa specie per l\u2019Europa. Data la posizione geografica del Moesano, sar\u00e0 essenziale considerare i collegamenti con le popolazioni presenti nelle regioni limitrofe, il Cantone Ticino e l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 necessario assicurare un monitoraggio regolare e a lungo termine delle popolazioni note e dei siti potenzialmente idonei, cos\u00ec da rilevare tempestivamente diminuzioni o scomparse locali. Altrettanto importante sar\u00e0 coinvolgere e sensibilizzare i principali attori del territorio, in particolare i settori agricolo e forestale, diffondendo le conoscenze sulle esigenze ecologiche della specie e sull\u2019importanza della sua conservazione.<\/p>\n<p>Sulla Baccante, piccola e discreta abitante delle nostre radure, sappiamo ancora relativamente poco. Nel corso di pochi anni, tuttavia, grazie a un impegno condiviso, \u00e8 stato possibile approfondire diversi aspetti della sua ecologia e avviare la ricerca di misure concrete nel Moesano. Le conoscenze acquisite dovranno ora tradursi in scelte concrete, capaci di tutelare nel tempo la specie e il suo habitat. In fondo, la sua sopravvivenza \u00e8 letteralmente appesa a un filo d\u2019erba: dipende dal delicato equilibrio tra vegetazione, luce, umidit\u00e0 e gestione del territorio, del quale siamo direttamente responsabili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_3271\" aria-describedby=\"caption-attachment-3271\" style=\"width: 2000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20260630_162443_Betuleto_Isa_klein.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3271 size-full\" src=\"https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20260630_162443_Betuleto_Isa_klein.jpg\" alt=\"I betuleti offrono un ambiente ideale per la Baccante, un buon equilibrio tra presenza di graminacee e copertura arborea. Foto: Isabella Forini-Giacalone. \" width=\"2000\" height=\"1500\" srcset=\"https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20260630_162443_Betuleto_Isa_klein.jpg 2000w, https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20260630_162443_Betuleto_Isa_klein-300x225.jpg 300w, https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20260630_162443_Betuleto_Isa_klein-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20260630_162443_Betuleto_Isa_klein-768x576.jpg 768w, https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20260630_162443_Betuleto_Isa_klein-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20260630_162443_Betuleto_Isa_klein-24x18.jpg 24w, https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20260630_162443_Betuleto_Isa_klein-36x27.jpg 36w, https:\/\/kbnl.ch\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04_forschung_art3_20260630_162443_Betuleto_Isa_klein-48x36.jpg 48w\" sizes=\"auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3271\" class=\"wp-caption-text\">I betuleti offrono un ambiente ideale per la Baccante, un buon equilibrio tra presenza di graminacee e copertura arborea. Foto: Isabella Forini-Giacalone.<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<p>Bergman, K.-O., Landin, J., 2002. Population structure and movements of a threatened butterfly (Lopinga achine) in a fragmented landscape in Sweden. Biological Conservation 108, 361\u2013369. https:\/\/doi.org\/10.1016\/S0006-3207(02)00104-0<\/p>\n<p>Farina, L., Forini-Giacalone, I., 2020. Rapporto sui rilievi 2020 della farfalla diurna Baccante Lopinga achine (Scopoli, 1763) a Santa Maria in Calanca (GR).<\/p>\n<p>Farina, L., Forini-Giacalone, I., Wastavino, M., 2025. Monitoraggio 2025 della Baccante (Lopinga achine) in Calanca: completamento dei rilevamenti nelle stazioni a presenza incerta 2022\u20132024.<\/p>\n<p>Forini-Giacalone, I., Wastavino, M., 2025. Baccante (Lopinga achine) nel Moesano (GR): analisi dei potenziali corridoi e della connettivit\u00e0 ecologica territoriale.<\/p>\n<p>Horv\u00e1th, B., Scherer, Z., Bedenek, T., Szentirmai, I., K\u0151r\u00f6si, \u00c1., 2026. Demographic insights into Lopinga achine populations in alluvial forests: implications for conservation in non-grazed woodlands. J Insect Conserv 30, 30. https:\/\/doi.org\/10.1007\/s10841-026-00766-z<\/p>\n<p>Konvicka, M., Novak, J., Benes, J., Fric, Z., Bradley, J., Keil, P., Hrcek, J., Chobot, K., Marhoul, P., 2008. The last population of the Woodland Brown butterfly (Lopinga achine) in the Czech Republic: habitat use, demography and site management. J Insect Conserv 12, 549\u2013560. https:\/\/doi.org\/10.1007\/s10841-007-9087-4<\/p>\n<p>Wermeille, E., Chittaro, Y., Gonseth, Y., 2012. Lista Rossa Farfalle diurne e Zigene Pratica ambientale n. 1403, 97 pagg.<\/p>\n<p>Oikos 2000 \u2013 Consulenza e ingegneria ambientale SAGL, 2026. Monitoraggio del lepidottero diurno Baccante (Lopinga achine) sui Monti di Medeglia. Stato dei rilevamenti 2013-2016. Ufficio natura e paesaggio, 7 pagg.<\/p>\n<p>SBC (Swiss Butterfly Conservation): Carron G., Wermeille E., Dusej G. &amp; Patocchi N., 2005. Programma nazionale di conservazione delle specie prioritarie di farfalle diurne (Rhopalocera e Hesperiidae) 2000-2005. Piani d\u2019azione Cantone Ticino. Conservazione delle farfalle diurne in Svizzera, 90 pagg.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Contatto<\/strong><\/p>\n<p>Marta Wastavino<br \/>\nTrifolium SA<br \/>\n<a href=\"mailto:marta.wastavino@trifolium.info\">marta.wastavino@trifolium.info<\/a><\/p>\n<p>Isabella Forini-Giacalone<br \/>\n<a href=\"mailto:isa.forini@gmail.com\">isa.forini@gmail.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MARTA WASTAVINO, ISABELAA FORINI GIACALONE La Baccante (Lopinga achine) \u00e8 una farfalla rara e fortemente minacciata. Nei Grigioni \u00e8 segnalata finora nel Moesano (Valli Calanca e Mesolcina). Tra il 2000 e il 2020 \u00e8 stata osservata sporadicamente, soprattutto nel territorio di Santa Maria in Calanca; anche le rare segnalazioni storiche si concentrano in Calanca e &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-3290","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kbnl.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3290","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kbnl.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/kbnl.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kbnl.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kbnl.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3290"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/kbnl.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3290\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3294,"href":"https:\/\/kbnl.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3290\/revisions\/3294"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kbnl.ch\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3290"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}